Primarie

REGIONE FVG : Guerra-Tondo-Primarie (Lettera inviata a “IL PICCOLO“)

Il brutto caso che vede il Presidente della Regione FVG Renzo Tondo “quasi scaricato” come candidato della Casa delle Libertà alle prossime elezioni regionali, dimostra ancora una volta la necessità, in sistemi elettorali di tipo presidenziale ad elezione diretta, di utilizzare lo strumento delle elezioni primarie. La dura contrapposizione, infatti, determinatasi in questi ultimi mesi tra Forza Italia e Lega Nord, avrebbe assunto i toni di una normale dialettica politica se, alla fine, fosse stata ricondotta al voto popolare dopo magari una serrata campagna pre-elettorale che avesse avuto la capacità di far risaltare le differenze dei candidati.

Una soluzione che avrebbe portato probabilmente un contributo di chiarezza in più e qualche delusione in meno. Le elezioni primarie, meglio se aperte a tutti i cittadini e non solo agli iscritti dei partiti di una sola coalizione sono, in realtà, una ragionevole e logica soluzione per risolvere alla radice i problemi che sorgono sempre più di frequente all’interno delle coalizioni tra candidati che, di solito, hanno tutte le carte in regola per vincere e convincere. In queste condizioni la necessità di verificare sul campo il valore politico delle persone è d’obbligo, ma altrettanto importante è verificare la loro capacità di raccogliere denaro per finanziare campagne elettorali sempre più lunghe, di coinvolgere i cittadini che solitamente si rifugiano nell’astensione o nel non voto, di interessare i mezzi di comunicazione di massa, di fare il pieno dei voti nel proprio schieramento e riuscire a superare brillantemente l’argine di quello opposto.

Vi è il bisogno di battere quasi casa per casa tutto il territorio per valutare a diretto contatto con gli elettori il programma e recepire faccia a faccia le obiezioni ed i consensi. L’illusione, invece, di governare con l’ausilio di metodi partitocratici il delicato momento della scelta dei candidati e dei programmi è alla lunga perdente anche per chi pensa di poter controllare questi meccanismi ma alla fine né è travolto ed emarginato. Rivolgo quindi urgentemente, agli amici Roberto Antonione ed Ettore Romoli che con noi furono protagonisti degli ultimi referendum per cambiare il sistema elettorale in senso totalmente maggioritario, un appello a sostenere anche per il FVG un’identica soluzione e a aderire subito alla CONVENTION che si terrà il 22 febbraio a Trieste presso l’hotel Jolly alle ore 10.00.

Ma mi rivolgo con eguale forza e determinazione anche agli amici del centro sinistra Willer Bordon, Federico Pacorini, Gianni Pecol Cominotto, con i quali nei primi anni novanta ho condiviso importanti battaglie per il superamento del sistema proporzionale, poichè nonostante possa sembrare che non siano oggi, con Illy, nelle stesse condizioni, avranno in un futuro più o meno prossimo anche loro la necessità di invitare le segreterie di partito a fare un passo indietro e di sollecitare le coscienze dei cittadini a farne uno in avanti. Gli elettori, i grandi giornali di informazione, le persone interessate alla politica, le lobby più o meno potenti ed influenti, le associazioni di categoria e sindacali hanno il diritto dovere di rivendicare il potere, al pari dei partiti, di decidere chi può essere il candidato migliore a condurre e realizzare programmi ed iniziative politiche negli organismi istituzionali e fuori.

Oggi più che mai, ma comunque sempre più urgentemente da quando il gradimento della politica è sceso allo scalino più basso, è indispensabile associare il programma al candidato, o meglio valutare la capacità del candidato a portare avanti e realizzare il programma, votare e decidere si chi vince ma anche chi può e deve correre. Anche di questo si parlerà alla CONVENTION del 22 febbraio, che non avrà solo lo scopo di chiamare a raccolta le forze che sono ancora in campo a favore di un sistema elettorale presidenzialista e maggioritario, ma che dovrà verificare a partire da problemi particolari come quelli della scelta dei candidati, quali strumenti oggi i cittadini hanno a disposizione per contare di più.
Sempre che lo vogliano.

Marco Gentili

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